FLAMENCO ARABO Nel flamenco arabo si fonde la grande passione "tellurica" che viene richiamata dalla terra con l'utilizzo delle marcature tipiche dei piedi (zapatei), le vueltas (giri) vorticosi e potenti, la gestualità decisa delle braccia e delle mani, il volteggio sapiente della gonna con la sensualità delle tipiche forme a cerchio della danza del ventre, la sinuosità delle braccia e delle mani ed il virtuosismo ritmico dei movimenti del bacino. Nel flamenco arabo l'utilizzo degli strumenti è quello del manton o scialle, che utilizza tecniche simili al velo sharkì, il ventaglio, strumenti percursivi come piccoli cimbali o nacchere. I movimenti della danza mediorientale incontrarono la passionalità e la gestualità del flamenco, dando vita ad una fusione dei due stili, il flamenco arabo o zambra, che significa festa nel linguaggio arabo del Marocco. Questa danza, anche conosciuta come ZAMBRA MORA, è un palos poco frequentato del flamenco, tipico dei gitani di Granada: si pensa che sia l'evoluzione di danze moresche anteriori. La zambra mora ha anche alcune similitudini con la danza del ventre ed è tipica delle cerimonie nunziali gitane.
La Spagna si potrebbe definire come una terra che già dal 1600 ospitava molteplici forme etniche, contribuendo alla fusione di melodie e ritmi che gli stessi gitani, si impegnarono a plasmare per ricreare una nuova identità musicale. Il flamenco nasce quindi dalla fusione di ritmi moreschi, ispanici e afro. La Spagna non viene umiliata di fronte alle innumerevoli influenze di importazione, perchè il popolo gitano, che ancora oggi rappresenta una realtà consistente della società spagnola, rappresenta la mano che ha saputo impastare ciò che di musicale si era depositato in andalusia. Per ovvi motivi il Flamenco ritrova la sua vera paternità nei Gitani; la sua espressione rispecchia la condizione di questo popolo nomade che per raggiungere l'eguaglianza all'interno della società è stata costretta a sacrificare la propria identità. Nel canto, forma di espressione che vede la variante andalusa del castigliano, ritroviamo il malessere propriamente zingaro, nel quale si racchiudono gioia, dolore, morte, amore, riuniti nel "DUENDE" (frutto del dolente sussulto dell'anima gitana). Con la spettacolarizzazione del flamenco la denuncia zingara è riconosciuta, retribuita ed acclamata. Oggi nei teatri si riconosce un flamenco sempre nuovo, percè è sempre capace di dialogare e di integrarsi con nuove tendenze, come è accaduto con il Jazz, il Rock, la chitarra classica e il blues. Si può quindi considerare come un'arte che nasce e si evolve grazie alla "contaminazione"
Il flamenco impone eleganza nei gesti delle mani, fierezza di portamento, armonia assoluta tra il corpo e l'anima. Il ballo non solo interpreta la musica, ma ne è parte integrante perchè le palmas (ritmo delle mani) e lo zapateado (ritmo dei piedi) sono contemporaneamente elementi coreografici e ritmici. Alcune danze della tradizione flamenca (la buleria) sono veri e propri dialoghi tra il musicista ed il ballerino, tuttavia bisogna tenere presente che il flamenco è in continua evoluzione, nella tradizione flamenca vi è sempre la tendenza ad assorbire continuamente generi e tendenze nuove caratteristiche del luogo e del momento. Il fascino del flamenco è racchiuso nell'incanto di sentirsi protagonisti di una sorta di melodramma, attraverso la gestualità delle mani, delle braccia e il movimento armonioso del corpo, con la possibilità di esprimere il lato tetrale della propria personalità senza sentirsi ridicoli. Un vero antidoto alla timidezza. Il flamenco, nelle sue tre componenti (canto, musica e ballo) è nella cultura gitana parte della vita di tutti i giorni, in occasioni e circostanze rituali, cerimoniali e di intrattenimento. Non nasce come forma di spettacolo, ma come ballo individuale e tutt'oggi conserva, in ambito privato, la sua natura di un linguaggio vivo. In questa danza, che può essere ballata indifferentemente dall'uomo e dalla donna, i movimenti sono diversificati in base al sesso e presentano rilevanti differenze estetiche e contenutistiche. Le regole scritte sono poche: ciò che rende il flamenco particolare ed affascinante è l'estemporaneità e l'interpretazione personale. E' una danza costituita da vari stili, ognuno dei quali si caratterizza per un proprio ritmo detto compàs e per un proprio carattere espressivo spesso indicato con lo stesso nome(soleà/solitudine, buleria/burla, alegrìa/gioia).
SIMBOLOGIA
Come nel linguaggio dei fiori, nel flamenco ogni colore è abinato ad uno stato d'animo.
Non si può ballare Sevigliane alla feria di Aprile vestite di nero...........
Non si può ballare una Soleà vestite di giallo............
Per ogni Palos flamenco esiste una particolare attenzione all'uso dei colori degli abiti e degli accessori.
L'abito tipico flamenco che tutti conosciamo, viene rappresentato con pois di tutte le dimensioni e di tutti i colori.......... LUNARES,come la luna...... elemento ricorrente anche nella danza classica indiana, madre del flamenco, luna considerata sacra.
Il significato dei pois........ dipende dal colore, se sono bianchi su un fondo scuro, significano luna piena, quindi indicano uno stato di ottimismo; Se i pois sono neri su fondo chiaro, significano il nero di luna, quindi pessimismo, ansia.I vari pois, indicano a secondo del colore e della dimensione, le fasi lunari.La luna dea orientale che simboleggia la saggezza, governa le maree e anche i lunatici.............calamita l'acqua, magnetizza l'uomo..... Il ballerino di flamenco.......... ancorato alla TERRA con il calpestio dei piedi ............. i movimenti delle braccia armoniose, l'ARIA.
Le braccia dell'uomo così forti, che si muovono con solennità, sembrano grandi ali pesanti che dominano l'aria.............
Le braccia della donna si stendono, si chiudono, come un sole che sorge e tramonta, sono braccia leggere come vento, armoniose, eleganti, in continuo movimento come l'acqua, comeun flusso e riflusso delle onde del mare, come un respiro...........i polsi ruotano creando linee spezzate che contrastano con la gestualità elegante e naturale delle mani...... le dita rigide, emissari di energia, che si muovono come ali di colomba....... braccia che s'intrecciano e s'innalzano come lingue di un fuoco possente, rosse come le gonne delle danzatrici che evocano passione in un muto linguaggio.
Il Flamenco non è solo arte e tecnica, ma un modo di sentire e di esprimersi. Nel flamenco ciò che più conta è l'intensità dell'espressione. L'arte è data dalla forza interpretativa, non dalla bellezza estetica, che serve si da complemento, ma non è mai fine a se stessa. Nel flamenco può essere considerato bello ciò che ad un profano può risultare brutto o addirittura grottesco. Ciò che importa è la sincerità espressiva, la generosità e l'alienazione dell'interprete, caratterizzata dell'arte più pura, in una parola: IL DUENDE
Insieme di similitudini estetiche e di talento fra l'arte di toreare e l'arte flamenca. Anticamente lavorare nell'arena come Toreadores o nei tablaos come Bailaores erano le uniche vie di successo per il popolo gitano. La tauromaquia....l'arte di sfidare un toro enorme con abilità, scaltrezza e plasticità nei movimenti, burlandosi di lui e dei rischi che il combattimento comporta. Il ballerino emula la cappa del torero levandosi la giacca , con il senso della sfida, ma attento fissa sempre lo stesso punto immaginario, il toro......... gioca con la giacca scuotendola piano come se fosse la muleta...... invita alla sfida il toro immaginario come se fosse la forza del destino..... in quel momento si percepisce una profonda energia di rivalsa, di rivincita contro qualcosa di grande ......pronto come un torero a combattere le sue amarezze, i suoi dolori e vincerle con rabbia determinazione.Affrontare la vita......... Il torero, il ballerino è vincitore, nessuno è più di lui, ha abbattuto l'enorme toro, ha sconfitto tutto il suo carico di pena, umiliazione. Premiato con la vita, una vita diversa, migliore. Il ballo si fa esultante,il ballerino nel battere i piedi al suolo perpetua un rito, un inno alla vita, scongiura la morte e ne trae forza.